The Game The Vault

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Storia dell’album – Recording Session – The Vault – Pubblicazioni – Singoli – Award – Acquista Album


TRACKLISTING ORIGINAL VERSION

Lato A

  1. “Play The Game” Freddie Mercury
  2. “Dragon Attack” Brian May
  3. “Another One Bites The Dust” John Deacon
  4. “Need Your Loving Tonight” John Deacon
  5. “Crazy Little Thing Called Love” Freddie Mercury

Lato B

  1. “Rock It (Prime Jive)” Roger Taylor
  2. “Don’t Try Suicide” Freddie Mercury
  3. “Sail Away Sweet Sister (To The Sister I Never Had)” Brian May
  4. “Coming Soon” Roger Taylor
  5. “Save Me” Brian May

Tracce bonus nella riedizione CD del 1991 della Hollywood Records

  1. “Dragon Attack” (1991 bonus remix by RAK e Jack Benson) Brian May

EP bonus nella riedizione CD del 2011 della Island/Universal Records

  1. “Save Me” (Live at the Montreal Forum, November 1981) Brian May
  2. “A Human Body” (B-side to “Play The Game”) Roger Taylor
  3. “Sail Away Sweet Sister” (Take 1 with guide vocal, February 1980) Brian May
  4. “It’s a Beautiful Day” (Original spontaneous idea, April 1980) Freddie Mercury
  5. “Dragon Attack” (Live at the Milton Keynes Bowl, June 1982) Brian May

Bonus videos 2011 iTunes deluxe edition

  1. “Vocal Improv/Dragon Attack” (Live at Morumbi Stadium, Sao Paulo, March 1981) Brian May
  2. “Save Me” (Live at Seibu Lions Stadium, Tokyo, November 1982) Brian May
  3. “Crazy Little Thing Called Love” (Saturday Night Live, September 1982) Freddie Mercury

Tracks by tracks

Play The Game
L’album The Game si apre subito con il nuovo ‘amico’ della band: il sintetizzatore. Il brano di apertura, Play The Game, inizia con dei suoni spaziali che poi sfociano in una classica ballata Queen. Play The Game è un brano di Freddie, un brano che parla d’amore, anzi, invita ad innamorarsi, a giocare il gioco dell’amore. Un testo quasi sicuramente ispirato al comportamento del suo compagno del tempo Tony Bastin. Dai racconti dell’epoca pare che Tony non rispettasse le regole di relazione imposte da Freddie, ovvero: io posso tradirti ma tu non puoi tradire me! Più che una regola era un po’ un’imposizione, ma all’ennesima infrazione, Bastin venne scaricato. Freddie gli pagò un volo da Londra a Charleston, nella Carolina del Sud, dove i Queen si esibivano, e una volta in hotel lo lasciò. Li dette l’ultimatum di tornarsene in Inghilterra e liberare alla svelta l’appartamento dalla sua roba. Ma il gatto Oscar restò con Freddie. Play The Game uscì come singolo il 30 maggio del 1980. Fu un pezzo flop, in quanto non riuscì a conquistare la Top 10, né in UK né negli USA. La copertina del 45 giri, così come il video promozionale, mostrano Freddie con i baffi in stile Castro Clone.
(Album Version) 3:30
(Greatest Video Hits 1 Surround Mix) 3:33
(DVD-Audio 5.1 Surround Mix) 3:31
(Forever Version) 3:14
(CDVideo version) 3:22
(Karaoke Version) 3:29
(Andy Gibb Version)

Dragon Attack
L’album The Game è l’inizio dell’era funky e disco della band, ma nonostante ciò May tira fuori dal cilindro Dragon Attack, un pezzo hard rock ma molto molto sottovalutato, anche dagli stessi fan dei Queen. Pare che questo brano sia nato dopo una notte alcoolica, in una seduta cominciata come jam session e conclusasi con il riff principale di Dragon Attack. Il brano di May è molto aggressivo, una sorta di ultimo baluardo in difesa del rock contro la svolta funk/disco di Mercury e Deacon. Quest’ultimo riesce comunque a dare alla canzone un tocco funky. Per quanto riguarda il testo possiamo dire che non è molto facile da interpretare. Qualcuno pensa che si riferisca alle tendenze festaiole di Freddie e di tutti gli eccessi offerti dalla città tedesca di Monaco. Poi arriva Mack che rimette tutti al suo posto!
(Album Version) 4:18
(Single Version) 2:45
(Mexico Promo Edit) 3:00
(DVD-Audio 5.1 Surround Mix) 4:19
(Early Instrumental Demo) 3:09
(RAK e Jack Benson Remix) 4:22
(Dave Ogilvie Instrumental Remix) 4:25
(The eYe Version) 4:22
(Live at Morumbi Stadium, 1981) 5:02
(Rough Demo Percussion Mix)
(Dragon’s Return Remix) 7:10

Another One Bites The Dust
Secondo i ricordi di Brian May, la svolta funky dei Queen nacque, così, quasi dal nulla con questo brano di John Deacon. Another One Bites The Dust è uno dei più grandi successi dei Queen e pensare che John non voleva nemmeno proporla ai suoi compagni. Il sound del brano non era proprio quello che ha caratterizzato i Queen fino a quel momento. Il funk non era proprio nel loro vocabolario. Una volta sentito il demo e come volesse venisse suonato, iniziò una battaglia sull’opportunità di incidere o meno questo pezzo. Brian e Roger si opposero ognuno a modo suo. Il batterista in maniera energica, mentre il chitarrista cercava di fare il diplomatico. Alla fine Mercury mise tutti d’accordo: il brano si incide! Ma non solo: Freddie si prese talmente a cuore il pezzo di John che fece di tutto perché diventasse quello che aveva in mente l’autore. Another One Bites The Dust nacque proprio così, diventando poi un brano immortale. C’è da dire anche che Deacon suonò la chitarra d’accompagnamento, lasciando a May le coloriture sonore, gli arrangiamenti più sporchi. L’ispirazione del brano si deve a Nile Rodgers e Bernard Edwards, le menti creative degli Chic. Un’altra curiosità su questo pezzo è che John consigliò a Freddie come avrebbe dovuto cantarla. Freddie accettò i consigli e la cantò fino allo sfinimento. Era l’unico che credeva nel potenziale del pezzo. Una volta incisa rimaneva da decidere il da farsi. Brian e Roger erano veramente ‘disgustati’ dal brano e a malapena decisero di inserirla nell’album. A cambiare le sorti di questo pezzo ci pensò Michael Jackson. La leggenda narra che dopo un’esibizione dei Queen a Los Angeles, il re del pop in persona sia andato dietro le quinte ed abbia esclamato: “Another One Bites The Dust è una bomba! Fate uscire questa canzone come singolo!” Pare che i primi a suggerire alla band di puntare su Another One Bites The Dust furono i loro roadies, che dissero ai quattro: “Siete dei folli se non ci puntate”. Indipendente da chi ha detto cosa, ad agosto del 1980 la casa discografica fu costretta a pubblicare il quarto singolo di THE GAME. Fu costretta perché Another One Bites The Dust si diffuse nelle comunità nere. Un DJ di New York trasmise il pezzo in radio e all’improvviso c’erano parecchie emittenti della Grande Mela che lo passavano. Nel mentre l’album, che aveva venduto un milione di copie, passò a tre milioni nel giro di tre settimane o poco più. Un’altra leggenda dice che la gente non sapesse che si trattava dei Queen ma acquistava il disco di quella band sconosciuta che suonava musica black. May: “Una radio di New York la trasmise credendo che fossimo una band di colore”. Another One Bites The Dust, il brano tanto odiato che non doveva neanche essere inciso, alla fine, con oltre sette milioni di copie vendute, diventò il singolo dei Queen più venduto nel mondo, superando il record di Bohemian Rhapsody. Negli USA il brano arrivò al numero uno della classifia mentre in UK arrivò al settimo posto. In Italia riuscì ad entrare nella Top Ten: un successo! Another One Bites The Dust diventò il secondo numero uno in assoluto della band negli USA, dopo Crazy Little Thing Called Love. I Queen avevano conquistato il mondo con due brani che con i Queen avevano ben poco a che fare.
(Album Version) 3:35
(Columbia Extended Version) 7:00
(Greatest Video Hits 1 Surround Mix) 3:38
(DVD-Audio 5.1 Surround Mix) 3:36
(1998 Karaoke Version) 3:33
(2004 Karaoke Version) 3:26
(Dave Ogilvie Alternative Mix) 6:00
(Phase 5 Long Dusted B-Boy Version feat. Raw Fusion) 10:40
(Phase 5 Dusted B-Boy Version feat. Raw Fusion) 4:19
(Chyskillz Remix feat. Ice Cube, Hi-C, & Chyskillz) 3:27
(Percussion Version)
(US 12” Flower Power Segued Disco Mix)
(Dakeyne Disco Club Remix) 5:35
(US DJ 12” Les Massengale Ultimix) 6:28
(KLM Club Mix) 9:56
(KLM Bootleg Dub Mix) 8:42
(KLM Bootleg Vocal Mix) 9.57
(KLM Bootleg House Mix) 9.41
(Planet Perfecto Original Mix)
(Planet Perfecto Extended Vocal Mix)
(Planet Perfecto Radio Edit)
(Instrumental Version)
(US DJ 12″ Queen Bee Mix) 4:02
(US CD Metromix DJ Remix)
(Bootleg Vocal Mix)
(Super Sound Mix)
(Party Mix)

Need Your Loving Tonight
John era ispirato. Dopo Another One Bites The Dust mette a segno un altro colpo. Stavolta si tratta di un brano normale, un rock’n’roll in stile anni 60 che, insieme a Crazy Little Thing Called Love, ci riporta indietro nel tempo. Need Your Loving Tonight ricorda un po’ i primi Beatles, tanto che il ritornello segue le note di Please, Please Me. Il protagonista del brano riceve una lettera dalla ex ed è disposto a calpestare la propria dignità ed il proprio orgoglio pur di tornare con lei. Anche qui John suona la chitarra ritmica, relegando a Brian l’assolo. Sull’onda dei risultati ottenuti in USA da Crazy Little Thing Called Love ed Another One Bites The Dust, decisero di pubblicare Need Your Loving Tonight come singolo nel novembre del 1980. Il singolo non andò oltre il quarantaquattresimo posto nella classifica di Billboard.
(Album Version) 2:48
(South African Acetate Edit) 2:41
(DVD-Audio 5.1 Surround Mix) 2:49

Crazy Little Thing Called Love
Leggenda: Freddie è immerso nella vasca da bagno della sua suite. È ricoperto di schiuma. Sarà stata quella che ha dato l’illuminazione a Freddie: Re, Sol, Do… ancora Re. E, in uno stato di crescente euforia, cominciò a urlare che voleva una chitarra. L’onnipresente Peter Hince, dapprima non era sicuro di aver capito, ma poi portò la chitarra a Freddie.  Quelle note sarebbero diventate Crazy Little Thing Called Love. Reinhold Mack racconta quella storia diversamente: quando mostrò ai Queen lo studio, Freddie imbracciò una chitarra acustica e ridendo esclamò: “Tranquillo, non so suonarla, volevo solo far sentire a John e Roger una cosa che mi è venuta in testa mentre facevo un bagno”. I tre si misero agli strumenti mentre Brian era ancora in giro per Monaco. Mack, senza nemmeno avvisare, fece partire il registratore, incidendo così una prima bozza di Crazy Little Thing Called Love con Freddie che suonava la chitarra acustica. Un altro mito da sfatare è che Mercury non sapesse suonare la chitarra. May dirà: “Freddie era un ottimo chitarrista acustico, era modesto ma sapeva suonare la chitarra acustica con uno stile inimitabile Scrisse Ogre Battle improvvisando sulla chitarra acustica. A volte Freddie imbracciava la chitarra e la suonava con grande energia. Non aveva una grande abilità tecnica alla chitarra, però aveva tutto nella testa. La potevi sentire, quella roba pronta a esplodere per uscirgli dalla testa.” Una curiosità in merito alla chitarra di Freddie: Mack nella registrazione l’ha praticamente raddoppiata registrandola con due microfoni. Il segnale è stato poi modulato da far sembrare che le chitarre fossero due. In questa maniera Brian si è dovuto accontentare di una parte da comprimario senza la sua preziosa Red Special. Visto che la canzone aveva uno stile alla Elvis anni ’50, Brian avrebbe dovuto utilizzare una chitarra dell’epoca. Un’altra storia dietro questo pezzo è che in molti hanno pensato che si trattasse di una cover di un brano semisconosciuto di Elvis. La canzone fu il primo numero uno dei Queen negli USA ed anche questa volta si deve tutto al caso: all’inizio la band nemmeno voleva pubblicarla come singolo negli USA. Furono le radio a spingere quel disco importato dall’Inghilterra. La Elektra fu così costretta a pubblicarla come 45 giri e fu un trionfo.
(Album Version) 2:44
(Greatest Video Hits 1 Surround Mix) 2:50
(DVD-Audio 5.1 Surround Mix) 2:44
(Video Greatest Hits USA Version) 2:39
(Freddie Guitar Solo Version)
(Karaoke Version) 2:42
(Saturday Night Live, 1982) 4:02
(Piano Version)

Rock It (Prime Jive)
Il secondo lato dell’album The Game, si apre con un inno Rock’n’Roll scritto e cantato da Roger Taylor. Il batterista era molto prolifico in quel momento, in quanto stava contemporaneamente scrivendo i brani per il suo primo lavoro solista che sarebbe uscito nell’aprile del 1981: Fun In Space. Ma torniamo a Rock It, una canzone semplice che ti invita a goderti il rock’n’roll. Nient’altro. L’inizio del brano è cantato da Freddie. Pare che di questo pezzo ne vennero registrate due versioni: una cantata interamente da Mercury e una interpretata dal suo autore. Mercury e May sostenevano che la versione Freddie fosse la migliore mentre Taylor e Deacon votarono per la versione Roger. Alla fine, pare, che fu Mack a mettere tutti d’accordo: l’intro cantato da Freddie ed il resto della canzone da Roger. Dal vivo il brano sarebbe stato cantato da Freddie.
(Album Version) 4:31
(Freddie Solo Version) 4:31
(Roger Solo Version) 4:31
(DVD-Audio 5.1 Surround Mix) 4:33

Don’t Try Suicide
“Don’t Try Suicide” è stata scritta da Mercury. Questo brano fu scelto come lato B del singolo “Another One Bites the Dust” negli USA. Mai suonata dal vivo, era una canzone che affrontava un tema molto serio, quello del suicidio, in maniera molto semplice: ti vuoi suicidare? Bene, non farlo. Perché tanto a nessuno fregare niente. Tutto questo sotto una base strumentale molto Police.
(Album Version) 3:52
(DVD-Audio 5.1 Surround Mix) 3:51
(Grandmaster Muggs Remix) 3:38

Sail Away Sweet Sister
Altro brano di May in cui si parla di una donna che non esiste. Una dolce ballata dedicata alla sorella che non ho mai avuto. In una intervista May confidò che da piccolo ebbe anche amici immaginari. Comunque, questo pezzo è stato uno dei primi registrati per l’album The Game e narra la storia di un fratello maggiore che vede la sorellina diventare donna, che vorrebbe trattenerla nonostante sappia che la sua strada è da un’altra parte. Quindi il ragazzo si arrende, la lascia vivere la propria vita ma, prima che lei se ne vada le dice che forse troverà qualcuno che la ama la metà di quanto l’amasse lui. Il sintetizzatore fa da base a questa bellissima e sottovalutata canzone, con il basso di Deacon che duetta con la chitarra di May. Mercury è relegato al piano ma dà il suo contributo vocale nel bridge dove rimprovera la ragazza. La voce principale resta però quella di Brian, che con la sua interpretazione delicata tiene l’ascoltatore con il fiato sospeso.
(Album version) 3:32
(DVD-Audio 5.1 Surround Mix) 3:32
(Take 1 With Guide Vocal) 2:32
(Early Instrumental Take) 3:30
(Live Take)

Coming Soon
Coming Soon, nata durante le sessioni di JAZZ e messa da parte, doveva essere il lato B del singolo Play The Game, ma alla fine fu deciso diversamente e trovò spazio sull’album. Anche questo pezzo, scritto da Roger, è uno dei primi pezzi in cui i Queen utilizzano il sintetizzatore. Una canzone semplice che ha detta del suo stesso autore non è altro che un brano pop che non ha nessuna pretesa di salvare il mondo. Il brano presenta Freddie e Roger alternarsi alla voce accompagnati da un ritmo molto veloce, quasi fosse una corsa. Una curiosità: quando all’inizio del 2000 iniziarono a lavorare alla realizzazione del dvd audio di The Game, scoprirono che le bobine originali multitraccia di Coming Soon erano andate perse, in particolare quella con le parti vocali di Taylor. Per ricreare il nuovo mix fu lo stesso Brian ad indicare al tecnico del suono alcune registrazioni precedentemente inutilizzate. Il risultato finale è diverso ma molto simile alla versione originale.
(Album Version) 2:50
(DVD-Audio 5.1 Surround Mix) 2:52
(Instrumental Version)
(Alternate Take)

Save Me
Save Me è un’altra bellissima ballata scritta da May pensando ad un amico che stava passando un triste momento a causa di una storia d’amore finita. Non sapremo mai chi è questo amico, anche se alcuni pensano che sia un pezzo autobiografico. Comunque, anche questo pezzo ha rischiato di rimanere fuori dalla scaletta definitiva dell’album. Scritta nell’estate del 1979, eseguita in pubblico prima di essere pubblicata, venne annunciata come singolo dallo stesso Brian nel dicembre dello stesso anno. Uscì quindi a 45 giri nel gennaio del 1980, cinque mesi prima della pubblicazione di THE GAME. Alla fine il singolo arrivò all’undicesimo posto nelle classifiche del Regno Unito. Grazie a questo risultato si meritò l’inserimento nell’album.
(Album Version) 3:48
(Original Single Mix) 3:48
(Greatest Video Hits 1 Surround Mix) 3: 54
(DVD-Audio 5.1 Surround Mix) 3:52
(CDVideo Version) 3:41
(1998 Karaoke Version) 3:53
(2004 Karaoke Version) 3:52
(Live at Seibu Lions Stadium, 1982) 4:05
(Brian piano demo version)

A Human Body
Brano scritto, composto e cantato da Roger. Un pezzo che si pone una domanda: meglio i supereroi o gli esseri umani? Un inno alla normalità ispirato a Robert Falcon Scott, l’esploratore inglese che nel 1912 perse la conquista del Polo Sud e che nel rientro al campo base morì con tutti i membri della spedizione. Con questo brano Roger elogia il fallimento perché gli esseri umani possono sbagliare. Musicalmente siamo davanti ad un pezzo rock acustico scritto in 3/4. Il ritmo è lento e si fa un uso importante del vocoder, forse un pezzo che era stato pensato per l’album Fun In Space?
(Single Version) 3:42

It’s A Beautiful Day
Durante le sedute di registrazione di THE GAME, Freddie si sedette al piano e cominciò a improvvisare. Erano pochi versi, ma cantati con quella intensità emotiva tipica di Freddie. La traccia venne ripescata anni dopo e si trasformò nell’introduzione e nella chiusura per l’album postumo Made In Heaven.
(Original Spontaneous Idea, April 1980) 1:29
(Album Intro Version) 2:32
(Single Version) 3:57
(Ross Robertson e DJ Koma Remix) 3:37
(The eYe Version) 1:36
(Album Closing Version) 3:01

Sand Box
Scritto da May e registrata per la prima volta durante le Jazz sessions del 1978. Alcune fonti la considerano come una prima versione di “Coming Soon” ma, secondo me, è abbastanza diversa dal brano scritto poi da Roger e pubblicato sull’album The Game.
(Instrumental Demo) 3:12

Magic Is Loose
Si vocifera che negli archivi esista una versione di questo brano suonata dai Queen. Alla fine il brano venne scartato e Roger lo inserì nel suo album solista.

Victory
Sembra che questo brano sia nato durante le sessioni di The Game. Poi avrebbe dovuto essere pubblicato in Hot Space in duetto con Jackson. Addirittura pare ne esista anche una versione cantata dai Jackson Five.


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