The Game

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The Game è l’ottavo album in studio dei Queen. Pubblicato il 30 giugno del 1980 sia in Inghilterra che in USA, questo disco presenta un sound completamente differente rispetto al suo predecessore. Questo cambio di sonorità è dovuto al nuovo produttore Reinhold Mack e all’utilizzo di un nuovo amico della band, l’Oberheim OB-X. Ma andiamo per ordine… Mentre usciva nei negozi il doppio Live Killers, il 22 giugno 1979, i Queen entrarono in studio per preparare il nuovo disco. La location scelta stavolta non era uno studio in Inghilterra, ma i Musicland Studios di Monaco di Baviera in Germania. Uno studio di registrazione ubicato nei sotterranei dell’imponente Arabellahaus che aveva al suo interno un piccolo ospedale, un hotel ed alcuni appratimenti privati. Il complesso era stato creato nel 1969 da Giorgio Moroder.

I Queen scelsero la città tedesca perché erano stufi della solita routine album/tour, album/tour e quindi volevano prendersi tutto il tempo necessario per preparare il nuovo disco, ma soprattutto volevano divertirsi e rilassarsi e la Monaco era il posto adatto. Non avevano preparato e programmato nulla. I Queen volevano passare del tempo insieme, creare insieme qualcosa e poi tornare in Inghilterra. Anche se la verità era un po’ diversa. A causa delle tasse i Queen dovevano stare lontani dall’Inghilterra ancora per un po’ di tempo.

L’ingegnere del suono dei Musicland era Reinhold Mack, diventato famoso per aver prodotto un album molto sperimentale della ELO, Electric Light Orchestra. Mack fece allestire di tutta fretta gli studios, nonostante non vi fossero sessioni programmate, ed in poco tempo la band registrò Crazy Little Thing Called Love. Freddie Mercury ribattezzerà Mack come The Genius, perché portò la band verso un nuovo sound, più moderno.

Comunque non tutto fu rosa e fiori con Mack: lui era pratico e veloce, i Queen molto molto lenti. Quindi il produttore del suono iniziò a far cambiare il loro modo di lavorare, ed alla band questa cosa di scrivere e registrare piacque molto. Dopo un paio di settimane i Queen avevano già 12 pezzi su cui lavorare. Quattro di queste erano già pronte, ma nessuno voleva parlare di nuovo album. Brian aveva scritto due ballad: Save Me e Sail Away Sweet Sister; Freddie il rockabilly Crazy Little Thing Called Love. e Roger, Coming Soon. Nonostante l’intento era quello di stare e comporre tutti insieme, le tensioni all’interno della band si facevano sentire. I quattro stavano attraversando un brutto periodo in Monaco, si trattavano male l’uno verso l’altro. Ognuno di loro minacciava di lasciare la band, ma alla fine tornavano sempre indietro perché la band veniva prima di tutto. Nel frattempo assecondarono un loro sogno: quello di comprare uno studio di registrazione. Sempre a causa delle tasse, anziché comprare uno studio a Londra, scelsero i Mountain Studios di Montreux, in Svizzera, dove avevano registrato Jazz l’anno prima.

Il 5 ottobre del 1979 uscì il nuovo singolo dei Queen: Crazy Little Thing Called Love, per la prima volta uscì un singolo che non apparteneva a nessun album. La canzone divenne un hit in patria e stimolò la band a fare un piccolo tour nel Regno Unito. Per quattro settimane i Queen suonarono in piccoli posti, in modo da essere più vicini ai loro fan. Durante questi show venne pubblicato anche in USA il singolo Crazy Little Thing Called Love, era il 7 dicembre del 1979 ed entro la fine del mese il singolo era in cima alle classifiche. A gennaio del 1980 uescì su singolo Save Me, che venne accolta molto bene dal pubblico e spinse la band a tornare in studio a registrare nuovo materiale. E così, nel febbraio del 1980, i Queen tornarono a Monaco.

Nonostante le distrazioni offerte dalla città tedesca, la band era molto produttiva. Mentre Freddie frequentava i numerosi club gay della città, incluso il noto Old Mrs. Henderson, gli altri musicisti trascorrevano le notti allo Sugar Shack, insieme a Mack, che avrebbe poi raccontato che “Lo Sugar Shack divenne noto come ‘l’Ufficio.’ Saremmo stati lì dopo le session in studio un giorno si ed uno no. Lo trasformammo in uno spazio per le prove improvvisato, ovviamente una volta che gli altri clienti se ne erano andati.” I Queen hanno potuto sfruttare il sistema audio particolarmente potente del club, come spiega Brian May: “Qualsiasi cosa con un certo tipo di groove suonava bene. Abbiamo suonato alcune delle nostre cose, come “Tie Your Mother Down”, e non ha funzionato perché era piena zeppa di così tante sfumature che non c’era respiro. Dopodiché siamo diventati ossessionati dall’idea di lasciare spazio nella nostra musica e di creare canzoni che suonassero alla grande allo Sugar Shack.” Una delle nuove canzoni del gruppo che ha superato il test a pieni voti era stata scritta segretamente da John Deacon e con chiare influenze disco, la canzone era “Another One Bites the Dust”.

I Queen erano sempre alla ricerca di un nuovo sound, qualcosa di diverso. Il più attivo da questo punto di vista era Roger Taylor, che era anche molto attento alle nuove uscite discografiche. Il batterista introdusse al resto della band un nuovo strumento, un sintetizzatore di ultima generazione per il tempo l’OB-X. Questo nuovo strumento offriva una serie di suoni strani e diversi e venne subito accolto dalla band come una manna dal cielo. I Queen erano sempre alla ricerca della nuova tecnologia e della sperimentazione in studio: con questo nuovo giochino potevano replicare un’intera orchestra premendo un bottone! Grazie a questo nuovo gingillo vennero ultimate alcuni pezzi, tra cui Another One Bites the Dust, Dragon Attack e Play the Game. il nuovo album uscì il 30 giugno del 1980 e avrebbe chiuso per sempre l’era “no synths”. L’album ebbe un enorme successo nonostante i tanti compromessi: John e Freddie spingevano verso un sound più funk e disco, Roger e Brian difendevano a spada tratta l’anima più rock del gruppo.

Un po’ di curiosità su questo disco: per la prima volta dal 1974 la band si mise in posa per fare uno scatto per la copertina. I quattro erano tutti vestiti di pelle, come andava di moda in quel momento, e la EMI ne fu entusiasta. Vide in questa cosa l’opportunità di fare molta promozione e recuperare diversi soldi in quanto eravamo entrati nell’epoca dove le rockstar erano degli eroi. Invece il titolo dell’album doveva essere Play The Game, ma Roger si oppose. Non voleva che l’album si intitolasse come la canzone di apertura. Inoltre questo è il primo disco da quando Freddie ha cominciato a fumare.


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