Queen II The Vault

Queen II The Vault post thumbnail image

Storia dell’albumRecording SessionThe VaultPubblicazioniSingoliAward


White side
Testi e musiche di Brian May, eccetto The Loser in the End (composta da Roger Taylor).
1. Procession – 1:12
2. Father to Son – 6:14
3. White Queen (As It Began) – 4:36
4. Some Day One Day – 4:23
5. The Loser in the End – 4:01

Black side
Testi e musiche di Freddie Mercury.
6. Ogre Battle – 4:08
7. The Fairy Feller’s Master-Stroke – 2:41
8. Nevermore – 1:27
9. The March of the Black Queen – 6:33
10. Funny How Love Is – 2:47
11. Seven Seas of Rhye – 2:50

Tracce bonus nella riedizione CD del 1991 della Hollywood Records
12. See What A Fool I’ve Been (B-side Version, February 1974) – 4:38 (Brian May)
13. Ogre Battle (1991 Remix) – 3:27 (Freddie Mercury)
14. Seven Seas of Rhye (1991 Remix) – 6:35 (Freddie Mercury)

EP bonus nella riedizione CD del 2011 della Island/Universal
1. See What a Fool I’ve Been (BBC Session, July 1973 – Remix 2011) – 4:22 (Brian May)
2. White Queen (As It Began) (Live At Hammersmith Odeon, December 1975) – 5:32 (Brian May)
3. Seven Seas of Rhye (Instrumental Mix) – 3:09 (Freddie Mercury)
4. Nevermore (BBC Session, April 1974) – 1:27 (Freddie Mercury)
5. See What a Fool I’ve Been (B-side Version, February 1974) – 4:31 (Brian May)

Bonus videos 2011 iTunes deluxe edition
1. White Queen (As It Began) (Live At The Rainbow, November 1974) (Brian May)
2. Seven Seas of Rhye (Live At wembley Stadium 1986) (Freddie Mercury)
3. Ogre Battle (Live At Hammersmith Odeon, December 1975) (Freddie Mercury)

Tracks by tracks

Procession
“Maestoso, regale e funereo” brano strumentale, venne composto da Brian May, grande appassionato di musica classica con in mente le partiture orchestrali di Mahler. La registrazione è in multitraccia. Le parti sovrapposte furono registrate sulla Red Special tramite l’amplificatore Deacy Amp, progettato e costruito artigianalmente da John Deacon, un piccolo amplificatore da un solo watt. Il brano divenne la “sigla” d’apertura di tutte le esibizioni dei Queen nel periodo dal settembre 1973 al maggio 1975, per poi essere ripreso occasionalmente nel 1977 per i concerti alla Earls Court Arena.
(Album Version) 1:12
(The eYe Version) 1:14

Father to Son
Un epico brano scritto da Brian May, composto da diverse sezioni, una delle quali, quella principale, in stile hard rock ed altre più calme. Le poche note di pianoforte udibili nella canzone sono state suonate da May. In questo pezzo si possono sentire dei richiami alla musicalità dei Who e dei Led Zeppelin, anche se in questo brano il suono è meno aperto e più stratificato. Lo stesso Brian dirà in seguito: “Volevamo creare una sorta di musica rock che avesse la potenza sonora di band come Who e Led Zeppelin ma con più melodia, più armonia e più spessore. Questo brano è uno dei primi esperimenti che abbiamo fatto in tal senso e ci sono un sacco di armonie e melodie di chitarra!” Il pezzo venne spesso suonato dal vivo durante i concerti del periodo 1972-74, spesso come vero e proprio brano d’apertura dopo l’introduzione pre-registrata di Procession. Fu eliminata dalla scaletta nel 1976.
(Album Version) 6:12
(Trident Acetate Version)
(Exposed Hybrid) 5:49
(Starlicks Video Edit)

White Queen (As It Began)
Composta da Brian May durante i suoi studi di astronomia all’Imperial College di Londra. Tutte le parti vocali sono cantate da Mercury, incluse alcune armonie in multitraccia che emulano un coro angelico. Il testo riguarda l’amore non corrisposto del chitarrista per una ragazza, alla quale non riusciva a confessare i propri sentimenti. A tal proposito, in un’intervista successiva May dichiarò: “Mi ricordo che ero totalmente innamorato di questa ragazza che frequentava biologia, e non ci avevo mai nemmeno parlato una volta… Ero terrorizzato dall’idea di chiedere a questa ragazza di uscire, e poi lei divenne una mia grande amica, una cosa molto strana…” La scelta del titolo gli venne da un libro che aveva letto, ‘La Dea bianca’ di Robert Graves ed il nome che avevano scelto da poco per fondare il nuovo gruppo dalle ceneri degli Smile.
(Album Version) 4:33
(EP Version) 4:35
(East German Edit) 4:16
(BBC Session 4) 4:54
(BBC Session 4 with DJ Chatter) 5:00
(Rumored home recording, 1969?)

Some Day One Day
Il primo brano cantato interamente da May su un album dei Queen ed è ispirato, attraverso l’evocazione di atmosfere medievali, dall’idea di un posto in cui tutte le relazioni fossero perfette. Questo tema venne rivisitato dal chitarrista alcuni anni nel brano ’39 e successivamente nell’album solista Another World. Qui Brian May suona la chitarra acustica e quella elettrica. L’ultimo assolo di chitarra, durante il fade-out, è costituito di tre parti soliste. Questo tipo di arrangiamento complesso è tipico di May, ma solitamente le chitarre eseguono parti in armonia, mentre in questo caso suonano parti tutte differenti tra loro.
(Album Version) 4:21

The Loser in the End
L’unico contributo di Roger Taylor nell’album, come autore e voce principale. Nonostante Queen II non possa essere considerato un vero e proprio concept album, questo brano sembra “staccato” da tutte le altre tracce, che sono invece tra loro connesse per il tema trattato o per il tono. Si tratta di una sorta di ode, tutt’altro che sentita, a tutte le figure materne nel mondo, arrangiata in chiave hard rock con tanto di complicata parte di batteria ed organo in sottofondo. La critica non ne fu entusiasta e Record Mirror arrivò a definirla, in una recensione dell’epoca, “il peggiore scarto mai inciso su vinile, una specie di incrocio tra She’s Leaving Home e i Black Sabbath”. Mai eseguita in concerto dalla band, la canzone è presente come lato B nella versione giapponese del singolo Seven Seas of Rhye, al posto di See What A Fool I’ve Been.
(Album Version) 4:01
(Lammey Mama’s Boy) 4:09

Ogre Battle
Freddie Mercury compose Ogre Battle sulla chitarra nel 1972, raccontando una battaglia in stile ‘Signore degli Anelli’. Possiamo definirlo un brano prog rock a tutti gli effetti! La band rinunciò ad inserire questa traccia nel primo album (Queen), preferendo aspettare fino a quando non avrebbe avuto più libertà in studio per poterla registrare per bene. Questo brano è musicalmente complesso, essendo costruito su una struttura aciclica ed insolite modulazioni. Su richiesta di Mercury, il produttore Roy Thomas Baker introdusse durante le sessioni di registrazione molti effetti progressivi, come rulli di tamburo invertiti, grida selvagge e gong con pesante riverbero. Da segnalare che il riff di chitarra che introduce la battaglia, fu composta dallo stesso Freddie.
(Album Version) 4:08
(Best 16 Edit) 4:06
(Deep Cuts Version) 4:14
(BBC Session 3 with Lost Intro) 5:23
(BBC Session 3 – On Air Version) 4:40
(BBC Session 3 – On Air Version with DJ Chatter) 4:48
(BBC Session 3 – No Guitar Intro) 3:57
(BBC Session 3 – No Guitar Intro – 1995 Stereo Swap) 3:57
(BBC Session 3 Trident Acetate Version) 3:04
(BBC Session 3 EMI Acetate Version) 3:42
(Nicholas Sansano Remix) 3:29
(Intro Edit Total Guitar CD Magazine) 0:35

The Fairy Feller’s Master-Stroke
Mercury scrisse The Fairy Feller’s Master-Stroke dopo aver visto l’omonimo dipinto di Richard Dadd: sembra che, ogni volta che i Queen avessero del tempo libero, Mercury li portasse ad ammirare il quadro alla Tate Gallery di Londra, dov’è ancora oggi esposto. Il complesso arrangiamento barocco del brano è basato su una traccia base di pianoforte, basso e batteria, completata da clavicembalo e parti vocali e di chitarra sovrapposte. Nel 1991, Enrico Ruggeri, grande fan della band, compose Peter Pan, che riprende in maniera neanche troppo velata, alcuni passaggi musicali di questo brano.
(Album Version) 2:39

Nevermore
Ballata per pianoforte scritta e cantata da Mercury; si collega al brano precedente ed è la più corta dell’album (escludendo Procession). Ispirata alla poesia di Edgar Allan Poe, Il Corvo, dove il narratore pone delle domande a questo corvo che risponde sempre ‘Mai più’. Questa canzone, secondo alcuni, potrebbe essere la prima nella quale Frddie comincia a fare coming out riguardo la sua sessualità. Il brano venne suonato dai Queen negli studi della BBC il 3 aprile 1974 in un arrangiamento differente con basso e batteria, assenti nella versione definitiva. Tale versione è stata inclusa nella compilation On Air del 2016.
(Album Version) 2:39
(Album Version) 1:17
(Forever Version) 1:18
(BBC Session 4) 1:29
(BBC Session 4 with DJ Chatter) 1:30
(Early Instrumental Takes 3 and 4) 2:34

The March of the Black Queen
Contrapposta a White Queen (As It Began), la canzone rappresenta la traccia più lunga dell’intero album (essendo della durata di 6 minuti e 33 secondi). Non fu mai eseguita dal vivo nella versione completa, in quanto troppo complessa da riprodurre sul palco; solamente la sezione hard rock contenente i versi My life is in your hands, I’ll foe and I’ll fie… è stata a volte inclusa in alcuni medley durante gli anni settanta. Viene ritenuta una delle canzoni più complesse dei Queen, in quanto conta all’incirca undici diverse sezioni distinguibili al suo interno. Il brano è stato definito il precursore di una sperimentazione che Freddie Mercury continuerà in Bohemian Rhapsody e Innuendo. Il brano contiene poliritmie (8/8, 12/8), il che è molto raro nella musica popolare. La voce principale copre due ottave e mezza (Sol2 – Do5). La canzone si dissolve nella traccia successiva, Funny How Love Is, attraverso una progressione di note ascendenti che culmina nel primo secondo del brano seguente. Questa lunghissima e complessa canzone, potrebbe essere, la summa di più canzoni unite tra loro, ma di questo non vi è certezza.
(Album Version) 6:33
(UK 1st CD Pressing Version) 6:03
(Deep Cuts Version) 6:39
(BBC Radio 1 Edit) 6:38
(Takes 3-5) 5:43
(Starlicks Video Edit)
(Lammy Reign & Rule Remix) 7:21
(Exposed Fake Mono Demo)

Funny How Love Is
La canzone, che come molte altre dell’album, inizia senza soluzione di continuità con il brano precedente, si discosta dalle sonorità e dai temi dell’album (il principale è la contrapposizione tra bene e male), essendo una semplice ed entusiasta ode all’amore libero. È stato prodotto utilizzando la tecnica del “wall of sound” del noto produttore Phil Spector.
(Album Version) 2:50
(UK 3″ CD Single Version a.k.a. UK 1st CD Pressing Version) 3:14
(Japan 3″ CD Single Version) 2:50
(Digital Master Sampler Edit) 2:51
(Takes 1-2)
(Takes 3-5) 3:45
(Original 1st Press Cassette Tape Mix) 3:15

Seven Seas of Rhye
Questo brano era inizialmente pensato per il primo album ma successivamente ne fu eseguita solo una versione strumentale. Il tema è quello dominante di tutto l’album, ovvero lo scontro fra le forze del bene e del male. La decisione di estrarre il brano come singolo era dovuto alle critiche relative al primo singolo Keep Yourself Alive, che presentava un lungo intro: nell’introduzione di Seven Seas of Rhye, infatti, avviene tutto e subito. Il brano regala al gruppo londinese la prima hit, arrivando alla posizione numero 10 in Inghilterra. Fu il brano con il quale i Queen si presentarono a tutta l’Inghilterra, eseguendolo nella TV a TOTP. Una curiosità di questa canzone è il riferimento ad un mondo o regno fantasy chiamato Rhye, tema che verrà ripreso in “Lily of the Valley” dell’album successivo Sheer Heart Attack. Ricordiamo inoltre che una parte di Seven Seas Of Rhye è stata usata nell’albulm del 95 Made in Heaven nella versione Reprise di “It’s a Beautiful Day” chiudendo così il ciclo iniziato dal primo album.
(Album Version) 2:48
(US Greatest Hits Video Version) 2:45
(Days Of Our Lives Video Version) 2:26
(Greatest Video Hits 1 DVD Gallery Version) 2:22
(Instrumental Mix 2011) 3:10
(Top Of The Pops Version) 2:19
(Alternative Mix)
(Freddy Bastone Remix – Version 1) 6:35
(Freddy Bastone Remix – Version 2) 6:20
(Price Remix) 3:21

See What A Fool I’ve Been
Questo brano fu scelto come lato B del singolo “Seven Seas of Rhye” e risaliva alla band pre-Queen Smile. Brian May sentì la canzone “That’s How I Feel” di Sonny Terry e Brownie McGhee in un programma televisivo, ma all’epoca non capì il nome della canzone o della band. Si ricordò il riff ed alcuni testi e li ha portati alla band, poi ha continuato a scriverci su ed è così nata “See What A Fool I’ve Been”. Il brano, suonato spesso live, non venne registrato fino alle sessioni per l’album Queen II. Possiamo definire questo pezzo come un lento brano blues, con un’interpretazione burlesque da parte di Freddie, a differenza delle versione live che erano molto più dirette. Ascoltando le prime versioni live del brano, la versione registrata per la BBC e quella originale comparsa come Bside, possiamo notare dei cambiamenti sostanziali. Da notare che fino al 2004, May non sapeva da chi avesse preso ispirazione per questo brano… Fu contattato da un fan che aveva scoperto su quale canzone era basata. May ha ufficialmente confermato “That’s How I Feel” come ispirazione. La spiegazione della storia della canzone apparve nella sezione Soapbox del febbraio 2004 del sito ufficiale di May, dicendo che avrebbe contattato chi di dovere per risolvere i problemi di royalty da tempo attesi.
(B-side Version) 4:38
(BBC Session 2) 4:21
(BBC Session 2 with DJ Chatter) 4:28
(BBC Session 2 – Remix 2011) 4:22

I Do Like To Be Beside The Seaside (Traditional)
E’ una canzone britannica popolare scritta nel 1907 da John A. Glover-Kind. Parla del desiderio di tornare in spiaggia ogni anno per le vacanze estive e fu composta in un’epoca in cui le visite annuali della classe operaia britannica alle spiagge stavano conoscendo il loro boom. Al termine di Seven Seas Of rhye si può sentire la band intonare la prima parte di questa canzone. Anche durante l’intro di Brighton Rock, pubblicato nell’album successivo, si sente questo motivetto all’inizio.
(Acapella Version)

Fly By Night ( John Deacon) (Unreleased)
Primo brano scritto e composto da John Deacon. Secondo alcune teorie si tratta del titolo provvisorio di Misfire, che vedrà la luce con Sheer Heart Attack

Deep Ridge (Brian May) (Unreleased)
Questo titolo comparve nel 2004, quando un confidente di May, rivelò che era un brano scartato dalle session di Queen II. Non ci è dato di sapere se, effettivamente questo brano sia rimasto inedito, se era un titolo provvisorio di qualche canzone poi comparsa su un album della band oppure se sia stata usata per creare un altro brano, come ad esempio uno dei tanti cambi di tempo e ritmo di The March Of The Black Queen

Surrender To The City (Freddie Mercury) (Unreleased)
Altra canzone inedita di cui si conosce poco o niente. Forse è inclusa in The March Of The Black Queen, nella parte finale del brano.


Storia dell’albumRecording SessionThe VaultPubblicazioniSingoliAward