Hot Space è di gran lunga l’album più discusso dei Queen. Infatti viene chiamato in causa spesso ogni volta che si parla della discografia della band di Mercury. Una delle cose che esce sempre fuori tra i fan, e gli appassionati di musica in genere, è se valesse o meno la pena rischiare così tanto cambiando il proprio sound in maniera così viscerale, se fosse davvero così rivoluzionario come disco e se piacesse o meno a John Deacon. Queste sono le domande che capitano più spesso ed ovviamente la risposta è sempre no a tutte. Infatti Hot Space non è così rivoluzionario e a Deacon non piaceva tantissimo, solo che a differenza di May e Taylor che ne presero le distanze, Deacon e Mercury non si pronunciarono mai a riguardo. Per quanto riguarda il rischio, il cambiare… beh… penso che fosse normale e naturale. I Queen sono una band commerciale (che ricordo non essere una parolaccia) e seguivano le mode. All’inizio degli anni 80 andava di moda la disco e loro seguirono questa direzione… All’epoca forse non fu un grande disco, ma a distanza di anni è stato rivalutato. Comunque torniamo al 1982…
L’album Hot Space fu iniziato e terminato a Monaco, con alcune brevi sessioni a Montreux e New York nel mezzo, e fu il primo ad includere drum machine e bassi generati da sintetizzatori, il che ridusse notevolmente il contributo di Roger e John. Brian, spesso considerato una vittima, non vide il suo ruolo ridursi troppo, anche se è vero che non ci sono così tanti assoli epici rispetto agli album precedenti, o successivi, ma suonò comunque un sacco di chitarre (solista e ritmica), cantò molti cori multi traccia, si occupò di programmazione, suonò il piano e il sintetizzatore e contribuì con più materiale sia di John che di Roger.
All’epoca utilizzavano ancora la tecnologia a 24 tracce, sebbene le basi musicali dal vivo non fossero così comuni come negli anni Settanta. La drum machine è la protagonista del primo lato e le sovra incisioni venivano sincronizzate. Ci furono diversi ospiti durante queste sessioni: David Bowie (pianoforte, voce, sassofono, percussioni, sintetizzatore e forse anche organo), David Richards (pianoforte), Agostino Solera (sassofoni) e sei fiatisti non accreditati.
Purtroppo sono documentate pochissime informazioni precise sulle sessioni di registrazione di questo disco. Ci sono alcune informazioni arrivate grazie all’Official International Queen Fan Club, ma si fa a malapena riferimento ai microfoni, console o registratori utilizzati. Reinhold Mack è stato intervistato da Barry Promane per la sua tesi di dottorato e alcuni dettagli provengono da lì.
Finora non è stato pubblicato alcun filmato di quelle sessioni. La scena in cui qualcuno (presumibilmente Roger) suona la chitarra in studio e Freddie indossa una maglietta gialla, inclusa nel documentario del 2011 ” Days of Our Lives”, in realtà proviene dalle registrazioni del missaggio del Live Killers. Alcune fotografie risalenti a quel periodo sono state pubblicate nel libro di Peter Hince Queen Unseen ed altre sono circolate online, tra cui una di Brian che suona un sintetizzatore ai Mountain Studios di Montreux. Con molta probabilità stava lavorando a “Las Palabras de Amor”, dato che, per quel che sappiamo, in quel momento il pezzo “Dancer” non esisteva ancora.
Le 24 tracce di “Under Pressure” sono trapelate online alla fine del 2019. Dieci anni prima circa, gli stem di quel pezzo erano stati decifrati da Guitar Hero 5 e da Rock Band.
Adesso vediamo di rimettere insieme i pezzi…
