Hot Space è il decimo album in studio della rock band Queen, pubblicato il 4 maggio del 1982 sia in Uk da aprte della EMI, sia negli USA da parte della Elektra Records. Hot Space segna un notevole cambiamento di direzione rispetto ai lavori precedenti dei Queen: la band infatti scelse come direzionale musicale la disco dell’epoca, il funk, il R&B, il pop e la new wave. Tutto in netta contrapposizione con ciò che volevano i fan dai loro eroi: il rock tradizionale che avevano imparato ad associare alla band stessa. Ma andiamo per ordine…

Dopo l’enorme successo commerciale ottenuto con il singolo Another One Bites The Dust, contenuto nell’album The Game, caratterizzato da una chiara influenza d’ispirazione funky e dall’uso di sintetizzatori (che fino al quel momento erano stati evitati dai componenti della band in quanto, sostenevano, fossero strumenti senza “anima”), i Queen produssero un album nel quale, in molti brani, si sentirono riproposte e sviluppate la suddetta influenza, dichiaratamente funk, e alcune delle sonorità che avevano caratterizzato parte di The Game. Questo esperimento non entusiasmò molti dei fan storici della band anche perché lo stesso The Game aveva suscitato diverse perplessità a causa del sintetizzatore pur avendo avuto un buon apprezzamento, sia di critica, che di pubblico, facendo sì che l’album Hot Space ottenesse un minore successo di vendita rispetto ai precedenti.
Nonostante la svolta stilistica, non mancarono alcuni brani di grande successo, primo fra tutti Under Pressure, nato durante una jam session con David Bowie. Questa collaborazione fu pubblicata nel 1981 e divenne la seconda hit numero uno della band nel Regno Unito. Sebbene inclusa in Hot Space, la canzone era un progetto separato e fu registrata prima dell’album, prima della scelta del nuovo sound. Il secondo singolo dell’album, Body Language, raggiunse l’undicesimo posto nelle classifiche statunitensi. Si tratta di un chiaro esempio di brano “disco” dell’epoca. Il brano comunque non ottenne un successo commerciale enorme, ma veniva suonata regolarmente in molti club, compresi quelli italiani.
Un altro buon brano è Las Palabras De amor (The Words of Love), che fu scelta dal gruppo per una delle sue rare apparizioni a Top of the Pops; la band eseguì due performance al famosa programma televisivo: una con ed una senza pubblico. La versione con il pubblico, ad oggi, è ancora inedita. Importante anche la canzone Life Is Real, dedicata alla memoria di John Lennon, scomparso l’8 dicembre del 1980. Per Calling All Girls fu girato un videoclip ispirato al film “L’uomo che fuggì dal futuro” di George Lucas. Questo pezzo è una delle poche canzoni rock che si trovano nel disco.
Da segnalare che la prima versione di Cool Cat, canzone scritta da John e Freddie, vide ogni singolo strumento, sintetizzatore compreso, suonati interamente da Deacon, fatta eccezione per le voci: la voce principale è quella di Freddie Mercury, ma quella bassa di sottofondo apparteneva a David Bowie. Ma questa versione non verrà mai pubblicata.
Altra curiosità da sottolineare è che nel libretto della raccolta Deep Cuts 2, pubblicata nel 2011, i curatori delle note Greg Brooks e Gary Taylor, scrivendo dell’album Hot Space, hanno fatto una specificazione abbastanza curiosa. La canzone Put Out the Fire, pezzo di condanna verso la tolleranza dell’utilizzo delle armi da fuoco, in Hot Space è subito seguita da Life Is Real (Song for Lennon) e l’accoppiamento delle due canzoni nella tracklist dell’album non è casuale: si tratta infatti di una presa di posizione sull’assassinio di John Lennon.

Come scritto poc’anzi, a causa delle sue sonorità dance-pop, Hot Space viene generalmente considerato da critica e pubblico uno dei dischi dei Queen artisticamente più insoddisfacenti. Stephen Erlewine di Allmusic.com scrisse che era finito il tempo dove “la band proclamava fieramente di non usare sintetizzatori nei propri album”, diventando invece improvvisamente un gruppo capace di dedicare un’intera facciata di un LP a suoni robotici, new wave, dance-pop, tutti sorretti da drum machine, colorati da tastiere, con la chitarra di Brian May che fa capolino solo occasionalmente.
Alexis Petridis del The Guardian diede all’album due stelle su cinque motivando così la sua decisione: «Come i Queen, la disco era melodrammatica, irrimediabilmente camp, con arrangiamenti stravaganti e onnivora in quanto ad influenze. O almeno lo è stata. All’epoca di Hot Space nel 1982, la disco music era diventata uno strambo, scheletrico e monotono sound elettronico sperimentato per primo dal DJ Larry Levan, che veramente non si addice proprio ai Queen».
«Un buon pezzo di disco bianca scorrevole, brillante e ben sostenuto dall’elettronica. Roba forte», disse Sounds in una sua recensione del disco.
Durante un’intervista del 1984, Roger Taylor affermò che fu Deacon a indirizzare la band verso un sound più disco: “John è sempre stato orientato all’R&B, il nostro bassista scrisse Another One Bites The Dust, il disco più venduto di quell’anno. E penso che quella sia stata la canzone che ci ha catapultati su quella strada. Penso che siamo andati troppo oltre e abbiamo esagerato… Tutti nella band adesso la pensano così.“

Non apprezzando il nuovo sound, Brian May criticò l’influenza che Paul Prenter, manager personale di Mercury tra il 1977 e il 1984, aveva avuto sul cantante. Infatti, ricordando il processo di registrazione in una intervista 2011, il chitarrista, coadiuvato da Taylor, criticò apertamente la direzione in cui Prenter stava portando Mercury, e tutta la band, affermando che il manager “voleva che la nostra musica suonasse come se fossimo in un club gay di Londra.” May notò anche che la realizzazione dell’album a Monaco richiese molto più tempo del solito e che tutta la band si trovò in grave difficoltà, incolpando un misto di alcol, droghe e feste come ragione delle sessioni di registrazione relativamente lunghe. Secondo Mack, il produttore dell’album, Prenter detestava la musica rock e rifiutò anche tutte le richieste delle stazioni radio statunitensi di parlare con Mercury. May afferma: “questo tizio, nel corso di un tour, ha detto a tutte le stazioni radio di andare a farsi fottere. Ma non ha solo detto “vaffanculo”, ma “ha detto che Freddie dice, ‘vaffanculo’“. Il roadie dei Queen Peter Hince ha scritto “Nessuno della band si curava di Prenter, a parte Freddie“. Ma con buona pace di tutti, ciò che voleva Freddie diventava poi reealtà!
Nel 2011 l’album è stato rimasterizzato in digitale dalla Island/Universal ed è stato distribuito in formato standard e in formato deluxe, contenente l’album originale ed un EP bonus.
