Ci sono luoghi che raccontano la storia di una band. E poi c’è Amburgo, la città che quella band l’ha letteralmente costruita. Quando i Beatles arrivarono qui nell’agosto del 1960 non erano ancora “i Beatles” che avrebbero cambiato la musica del Novecento. Erano cinque ragazzi di Liverpool con pochi soldi in tasca, strumenti consumati e un repertorio infinito di rock’n’roll americano da suonare davanti a marinai, prostitute, studenti e avventori dei locali della Reeperbahn.
In appena due anni Amburgo li trasformò. Li costrinse a suonare per ore ogni notte, a perfezionare il loro repertorio, a imparare come conquistare un pubblico e a diventare una vera band. John Lennon avrebbe sintetizzato tutto questo con una frase destinata a entrare nella storia:
“Sono nato a Liverpool, ma sono cresciuto ad Amburgo.”
Se siete appassionati dei Beatles, questo non è soltanto un viaggio. È un vero e proprio pellegrinaggio musicale.
Giorno 1 – La Reeperbahn, dove tutto ebbe inizio: Beatles-Platz, il punto di partenza
Il modo migliore per iniziare il viaggio è dalla Beatles-Platz, inaugurata nel 2008 all’ingresso della Große Freiheit. Cinque sagome in acciaio raffigurano la band su una piazza circolare che ricorda un disco in vinile. Il batterista volutamente non ha un’identità precisa: può essere Pete Best oppure Ringo Starr, a simboleggiare entrambe le fasi della storia del gruppo. È qui che vale la pena fermarsi qualche minuto prima di iniziare il percorso. Intorno a voi non c’è soltanto il quartiere della vita notturna di Amburgo: c’è il luogo dove iniziò la trasformazione dei Beatles.
Große Freiheit 64 – L’Indra Club
Il primo contratto tedesco della band li porta all’Indra Club. Dal 17 agosto al 3 ottobre 1960 i Beatles si esibiscono praticamente ogni sera. Pete Best ricorderà quel locale come un posto piccolo, con vecchie tende rosse e un palco tutt’altro che prestigioso. Ma è proprio qui che il gruppo affronta il primo vero banco di prova professionale.
Große Freiheit 36 – Il Kaiserkeller
Pochi passi più avanti si arriva al luogo forse più importante dell’intera storia beatlesiana. Il Kaiserkeller rappresenta la vera università dei Beatles. Qui il proprietario Bruno Koschmider urlava continuamente “Mach Schau!”, espressione dialettale che significava più o meno “fate spettacolo!”, costringendo il gruppo a muoversi sul palco con un’energia sempre maggiore. È qui che i Beatles incontrano Rory Storm and the Hurricanes, il gruppo in cui suona un giovane Ringo Starr. Ma soprattutto è qui che conoscono tre persone destinate a cambiare la loro immagine per sempre:
- Astrid Kirchherr
- Klaus Voormann
- Jürgen Vollmer
Furono loro a introdurre il gruppo nell’ambiente artistico di Amburgo e a contribuire alla nascita del celebre taglio di capelli “moptop”, diventato uno dei simboli degli anni Sessanta.
Große Freiheit 39 – Lo Star-Club
Anche se l’edificio originale non esiste più, fermarsi davanti a questo indirizzo resta emozionante. Lo Star-Club, inaugurato nell’aprile del 1962, ospitò alcune delle ultime esibizioni amburghesi dei Beatles. Qui arrivò anche la tragica notizia della morte di Stuart Sutcliffe, il primo bassista della band e grande amico di John Lennon. Lo Star-Club divenne rapidamente uno dei templi del rock europeo, ospitando artisti come Jerry Lee Lewis, Ray Charles, Little Richard, Chuck Berry e Jimi Hendrix.
Reeperbahn 136 – Il Top Ten Club
Nel 1961 il gruppo si trasferisce al Top Ten Club. Per la prima volta le condizioni di vita migliorano sensibilmente: i Beatles possono dormire nelle stanze sopra il locale invece che in un deposito improvvisato. Nel frattempo il repertorio continua ad ampliarsi. Secondo diverse ricostruzioni, proprio durante gli anni amburghesi la band arrivò a conoscere e suonare centinaia di brani diversi, una palestra musicale irripetibile.
Il Bambi Kino
Dietro il Bambi Kino si trova probabilmente il luogo più duro dell’intero itinerario. È qui che i Beatles dormirono durante il primo soggiorno. Una stanza gelida, senza riscaldamento, ricavata dietro lo schermo del cinema e accanto ai servizi igienici. Fu anche il teatro dell’episodio che portò Paul McCartney e Pete Best all’espulsione dalla Germania, accusati di aver provocato un piccolo incendio dopo aver acceso un preservativo fissato a una parete.
Passeggiata serale sulla Reeperbahn
Concludete la giornata senza fretta. Quando il sole tramonta e le insegne al neon iniziano ad accendersi, è facile immaginare John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Stuart Sutcliffe e Pete Best attraversare queste stesse strade con gli strumenti in spalla, diretti verso un’altra interminabile notte di musica. La Reeperbahn di oggi è diversa, ma conserva ancora quell’atmosfera ruvida e imprevedibile che contribuì a forgiare il carattere della band.
Giorno 2 – Alla scoperta dell’Amburgo dei Beatles. Museum für Hamburgische Geschichte
Per comprendere davvero la storia dei Beatles è utile capire anche quella della città. Dopo la Seconda guerra mondiale Amburgo era una metropoli in ricostruzione, ma il porto e il quartiere di St. Pauli continuavano ad attirare marinai provenienti da tutto il mondo. La richiesta di musica dal vivo era enorme. Fu proprio questo contesto a permettere ai Beatles di suonare per migliaia di ore.
Il Dom e le fotografie di Astrid Kirchherr
Nei pressi della Reeperbahn si svolge ancora oggi il Dom, la storica fiera cittadina.Fu in quest’area che Astrid Kirchherr realizzò il primo vero servizio fotografico professionale dei Beatles. Quelle immagini cambiarono per sempre il modo in cui il gruppo sarebbe stato percepito. Per la prima volta i Beatles apparivano come giovani artisti, non soltanto come una rock band.
Sulle tracce di Jürgen Vollmer
Passeggiando fino alla Jäger-Passage si arriva nei luoghi frequentati da Jürgen Vollmer, fotografo e artista che influenzò profondamente l’estetica beatlesiana. Fu lui a realizzare uno dei ritratti più celebri di John Lennon e a ispirare l’acconciatura che sarebbe poi diventata famosa in tutto il mondo.
St. Pauli oggi
Molti dei locali originali sono cambiati. Altri non esistono più. Ma St. Pauli continua a vivere di musica. Vale la pena concludere il viaggio entrando in uno dei pub storici della zona o assistendo a un concerto dal vivo sulla Große Freiheit. Non sarà il 1960. Ma per qualche istante sarà facile capire perché proprio qui nacque la leggenda.
Alcune curiosità
• Tra il 1960 e il 1962 i Beatles si esibirono ad Amburgo per oltre 250 concerti, accumulando circa 800 ore di palco.
• George Harrison aveva soltanto 17 anni quando arrivò in Germania. Nel novembre 1960 venne espulso perché troppo giovane per lavorare nei locali notturni dopo la mezzanotte.
• Stuart Sutcliffe lasciò il gruppo proprio ad Amburgo per dedicarsi alla pittura e vivere la sua relazione con Astrid Kirchherr.
• Ringo Starr non entrò subito nei Beatles. Prima di unirsi definitivamente al gruppo era il batterista dei Rory Storm and the Hurricanes, una delle band più popolari della scena amburghese.
• Nel giugno del 1966 i Beatles tornarono ad Amburgo ormai diventati superstar mondiali, esibendosi alla Ernst-Merck-Halle. Fu l’ultima volta che la città li vide suonare insieme.
Perché questo viaggio vale davvero la pena
Liverpool racconta la nascita dei Beatles. Londra racconta il loro successo. Abbey Road racconta il loro capolavoro. Ma Amburgo racconta qualcosa di ancora più importante: il momento in cui cinque ragazzi diventarono una band. Ogni angolo di St. Pauli conserva ancora l’eco di quelle notti infinite fatte di rock’n’roll, fatica, amicizie, errori e crescita.
Se amate i Beatles, questo non è semplicemente un itinerario turistico. È il modo più autentico per capire perché, senza Amburgo, probabilmente non sarebbero mai esistiti i Beatles che il mondo ha imparato ad amare.