Da Highlander a He-Man: la seconda vita di Princes of the Universe nel 2026 

Ci sono canzoni che appartengono a un’epoca. E poi ci sono canzoni che sembrano aspettare il momento giusto per rinascere.

Nel 1986 i Queen pubblicavano Princes of the Universe, un brano potente, teatrale e travolgente scritto da Freddie Mercury per l’album A Kind of Magic. Quarant’anni dopo, nel 2026, quella stessa canzone torna improvvisamente al centro dell’immaginario pop grazie al nuovo film Masters of the Universe, riportando sotto i riflettori un inno che sembrava scolpito nel mito.

Per chi è cresciuto negli anni Ottanta, l’associazione è immediata: immortali, spade, eroi, mistero, battaglie cosmiche e quella sensazione che il bene e il male si stessero affrontando su scala universale. Per le nuove generazioni, invece, Princes of the Universe rappresenta una scoperta: una canzone capace di unire rock, fantasy e immaginazione come poche altre nella storia della musica.

Quando Freddie Mercury incontrò gli immortali

La storia di Princes of the Universe nasce nel 1986. In quegli anni i Queen vennero coinvolti nella realizzazione della colonna sonora di Highlander, il film diretto da Russell Mulcahy e interpretato da Christopher Lambert e Sean Connery. L’album A Kind of Magic conteneva diverse canzoni presenti nel film Highlander. Brani come Who Wants to Live Forever, A Kind of Magic e appunto Princes of the Universe entrarono profondamente nella mitologia di Highlander. Freddie Mercury scrisse un testo che sembrava uscito da una leggenda fantasy:

“Here we are, born to be kings…”

Una dichiarazione d’intenti che trasformava il protagonista in un eroe mitologico e che, ancora oggi, conserva una forza evocativa impressionante. Non a caso il brano divenne negli anni la sigla della serie televisiva Highlander, entrando stabilmente nella cultura pop internazionale.

Un brano nato per governare Eternia

Se ci si pensa bene, Princes of the Universe sembra descrivere perfettamente anche il mondo di He-Man. La canzone parla di potere, destino, eroismo e battaglie leggendarie. Esattamente gli elementi che hanno reso immortale l’universo dei Masters of the Universe. Quando il principe Adam alza la Spada del Potere e pronuncia la celebre frase:

“Per il potere di Grayskull!”

sta compiendo lo stesso viaggio archetipico raccontato da Freddie Mercury quarant’anni fa: la trasformazione dell’uomo comune nell’eroe destinato a cambiare il mondo. Per questo motivo l’incontro tra Princes of the Universe e Masters of the Universe appare quasi inevitabile. È come se due miti degli anni Ottanta, rimasti separati per decenni, avessero finalmente deciso di incontrarsi.

Prima di Netflix, Marvel e Star Wars: il fenomeno He-Man

Per comprendere l’importanza di questo ritorno bisogna fare un passo indietro.

Nel 1982 la Mattel lanciò una nuova linea di action figure destinata a cambiare il mercato dei giocattoli: Masters of the Universe. L’idea era semplice ma geniale. Unire fantasy, fantascienza e barbarian adventure in un unico universo narrativo. Nacquero così personaggi entrati nell’immaginario collettivo:

  • He-Man
  • Skeletor
  • Man-At-Arms
  • Teela
  • Beast Man
  • Mer-Man
  • Trap Jaw

e naturalmente il misterioso Castello di Grayskull. Le action figure ottennero un successo enorme, ma fu la serie animata prodotta da Filmation a trasformare He-Man in un fenomeno globale. Tra il 1983 e il 1985 milioni di bambini seguirono le avventure del principe Adam e della sua lotta contro Skeletor. Per molti appartenenti alla Generazione X e ai primi Millennials, He-Man rappresenta ancora oggi uno dei simboli assoluti dell’infanzia.

Il film del 1987 e il sogno incompiuto

Nel 1987 arrivò il primo adattamento cinematografico live action. Protagonista era Dolph Lundgren nei panni di He-Man. Il film non ottenne il successo sperato ma col tempo è diventato un autentico cult.

Per anni Hollywood ha cercato di riportare Eternia sul grande schermo senza riuscirci davvero. Progetti cancellati, cambi di studio, sceneggiature riscritte e continui rinvii hanno trasformato il ritorno di He-Man in una sorta di leggenda produttiva. Solo nel 2026 il progetto è finalmente arrivato in porto con il nuovo film diretto da Travis Knight e interpretato da Nicholas Galitzine nel ruolo di Adam/He-Man. 

Il ritorno del principe… e dei Princes

La cosa affascinante è che il nuovo film non sta semplicemente riportando in vita un franchise. Sta riportando in vita un’intera stagione culturale. Gli anni Ottanta non tornano soltanto attraverso He-Man. Tornano attraverso l’estetica, il senso dell’avventura, il fantasy eroico e naturalmente la musica. In questo contesto, Princes of the Universe diventa qualcosa di più di una semplice canzone. Diventa un ponte. Un ponte tra chi nel 1986 ascoltava Freddie Mercury sul giradischi e chi nel 2026 scopre i Queen per la prima volta attraverso il cinema.

Freddie Mercury avrebbe sorriso

È impossibile sapere cosa avrebbe pensato Freddie Mercury di tutto questo. Ma è difficile immaginare che non avrebbe apprezzato l’idea. Dopotutto, Princes of the Universe è sempre stata una canzone fuori dal tempo. Non apparteneva soltanto a Highlander. Apparteneva a tutti quei mondi in cui gli eroi combattono contro l’oscurità, impugnano spade leggendarie e scoprono il proprio destino. Eternia è uno di quei mondi. Quarant’anni dopo, mentre nuove generazioni scoprono He-Man e altre riscoprono i ricordi della propria infanzia, il messaggio della canzone rimane identico.

Siamo qui. Nati per essere re. O almeno per credere, ancora una volta, che l’immaginazione possa renderci invincibili.

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