The Fairy Feller’s Master-Stroke: analisi

Una volta ascoltata Ogre Battle, primo brano del lato ‘nero’ di Queen II, si viene catapultati in un mondo fantastico per poi arrivare, senza nessuna fermata intermedia, in un universo ancora più fiabesco. L’introduzione di The Fairy Feller’s Master-Stroke è scandita dal suono di un metronomo e da un inaspettato clavicembalo, giusto per accentuare l’epoca vittoriana. Il coro poi annuncia: “Lui è il magico taglialegna”. Ma chi è questo misterioso personaggio?

Un dipinto come musa ispiratrice
The Fairy Feller’s Master-Stroke è una raffinata incursione del rock verso un prog barocco di ispirazione vittoriana, che richiama i primi Yes per atmosfere, ma possiede un’identità inconfondibile. L’artefice non poteva che essere che Freddie Mercury, il cui spirito creativo era alimentato da fonti diverse e non convenzionali. A differenza del solito suo approccio, qui l’ispirazione parte da un dipinto osservato alla Tate Gallery. Freddie raramente traeva stimoli da opere d’arte visiva, infatti raccontò: «Di solito scrivo le mie canzoni come delle favole nate nella mia testa. Ma The Fairy Feller’s Master-Stroke è nata davanti a un quadro che ho visto, un fatto insolito per me». Roger Taylor ricorda lo stupore di fronte al testo: «Fred era pieno di riferimenti mistici e strambi. Io leggevo Asimov, Tolkien, C.S. Lewis, ma non vedevo mai Freddie leggere libri. Eppure lui aveva scritto un testo che si rifaceva a quel dipinto in modo sorprendente».

Richard Dadd: arte e tormento
La canzone The Fairy Feller’s Master-Stroke è ispirata all’omonimo dipinto di Richard Dadd del 1864. Ma chi era costui? Richard Dadd (1817-1886), pittore vittoriano, realizzò quest’opera mentre era detenuto nel manicomio criminale di Bethlem, dove era stato rinchiuso dopo aver ucciso suo padre in preda a deliri legati alla figura del dio Osiride. In prigione, Dadd dipinse The Fairy Feller’s Master-Stroke, un’immagine ricchissima di dettagli minuziosi e personaggi fiabeschi, ci lavorò per quasi nove anni senza mai dichiararla del tutto finita. Il dipinto non segue regole di prospettiva o scala, ma cattura un’inquieta e intricata scena: il taglialegna fatato si prepara a sfondare una noce gigante per costruire la carrozza della Regina Mab, il personaggio shakespeariano, sotto gli occhi assorti di Oberon, Titania e una folla eterogenea fra fate, soldati, artigiani e altre creature fantastiche.

Tradurre il dipinto in musica
Freddie si dedicò a trasformare in parole e musica questo dipinto, concatenando una descrizione vivida delle figure presenti, attingendo anche al poema scritto dallo stesso Dadd che descrive i personaggi e la scena. Il brano, costruito su basi di pianoforte, basso e batteria, si impreziosisce di clavicembalo, chitarre stratificate e cori polifonici che alternano toni lirici a filastrocche giocose, evocando una dimensione teatrale e quasi infantile. Brian May raccontò che il clavicembalo non fu studiato a fondo da Freddie, bensì veniva usato quasi per divertimento tra una registrazione e l’altra,  mentre Roger definì il brano come “il più grande esperimento stereo dei Queen” grazie a un massiccio uso del panning, suggerendo l’ascolto con cuffie per coglierne appieno le sfumature tridimensionali. Questa composizione straordinaria rimane un punto alto nella carriera dei Queen, un omaggio di Freddie Mercury a un artista tormentato e geniale, e un invito a esplorare quanto lontano possano spingersi l’arte e la fantasia, attraversando secoli e mezzi espressivi diversi. Il dipinto, con le sue figure che sembrano congelate in un attimo sospeso, è considerato un “evento teatrale” pittorico e musicale, un ponte tra follia e genio, arte visiva e rock progressive.


Aneddoti e curiosità
Freddie, appassionato ed entusiasta, trascinò spesso i Queen alla Tate Gallery per contemplare insieme l’opera, accentuando così il legame tra musica e fonte artistica. Il testo contiene riferimenti diretti ai personaggi di Dadd, come Queen Mab, il taglialegna fatato, il Chiromante, ma anche dosi di ironia e citazioni poco convenzionali. Roy Thomas Baker contribuì al brano suonando le nacchere come un veterano dello ‘strumento’. Alcuni ‘esperti’ e critici musicali vedono nel testo una sottile dichiarazione di identità di Mercury, interpretando termini come “fairy” e “queer fellow” con possibili doppi sensi, sebbene Taylor abbia smentito riferimenti espliciti alla sessualità nel testo. Purtroppo dopo il film Bohemian Rhapsody, gli ‘esperti’ hanno trovato il coming out nel 78% delle canzoni scritte da Freddie. In Italia, il cantautore Enrico Ruggeri ha più volte confessato di aver tratto spunto da The Fairy Feller’s Master-Stroke e dallo stile armonico dei Queen per alcune sue canzoni, tra cui Peter Pan (1991) e Mistero (1993).

The Fairy Feller’s Master-Stroke

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