Alessandro Carugini SPECIAL I Queen al Festival di Sanremo

I Queen al Festival di Sanremo

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Dal 2 al 4 Febbraio del 1984 va in scena il trentaquattresimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Il 3 febbraio, presentati da Pippo Baudo, i Queen si presentano all’Italia con la loro hit Radio Ga Ga

Signore e signori, i Queen a Sanremo. 

Questo festival fu caratterizzato fin da subito da molte polemiche. Clamoroso fu il caso Loretta Goggi: venne fuori che si era ritirata all’ultimo minuto ma lei non solo ha smentito categoricamente di aver mai deciso di partecipare al festival ma anche vinto una causa legale contro chi ha portato come prova una lettera di adesione falsa e ha messo in giro le voci di un suo forfait all’ultimo momento.

Ma la polemica che interessa a noi è quella dedicata ai Queen. Si disse che la band era imbufalita perché non voleva suonare in playback: Roger ha sempre affermato “odio fare il mimo in TV”, John al contrario sosteneva che “è il modo migliore per avere un’esibizione perfetta, senza errori”. Per la verità i Queen erano a conoscenza da tempo del fatto che si sarebbero dovuti esibire in quel modo in quanto era la prassi. Tra le altre cose si erano già esibiti in playback a Top Of The Pops e avrebbero di nuovo suonato ‘per finta’ al Golden Rose Pop Festival di Montreux nel 1984 e nel 1986.

La verità è un’altra. I queen erano davvero imbufaliti ma dal fatto di dover eseguire per due volte consecutive il brano Radio Ga Ga. Mercury e soci per l’esibizione della seconda serata avrebbero voluto cantare We Are The Champions ma… ma la casa discografica si oppose: volevano spingere sul singolo da poco uscito, sull’album dio prossima pubblicazione e soprattutto sulle prime date italiane che si sarebbero tenute a Milano a metà settembre, come tappe del Works world Tour.

Pare ci sia stata anche una violenta lite tra Freddie e Brian poco prima di salire sul palco, stemperata da Mercury stesso che mettendosi a sgranocchiare una merendina ai cereali fece scoppiare a ridere il resto della band, Brian compreso.

I Queen sul palco di Sanremo

Mancano ancora diversi mesi all’inizio del nuovo tour e Freddie decise di esibirsi in queste serate con 2 costumi classici dell’Hot Space tour del 1982. La prima esibizione, quella del 3 febbraio, vedeva il cantante dei Queen indossare una giacca rossa con frecce bianche, canotta bianca e cintura rossa su pantaloni bianchi con righe rosse laterali. La seconda sera, mise molto simile solo con la giacca bianca con frecce nere, canotta rossa della puma e cintura rossa su pantaloni bianchi con righe rosse. Al termine dell’esibizione Pippo Baudo li salutò con un “bravi, spettacolari, straordinari questi Queen”, con i ragazzi che invece uscivano di scena ignorandolo completamente.

La seconda performance fu presentata da Beppe Grillo, che co conduceva il Festival. Di seguito la ‘simpaticissima’ gag tra i due presentatori.

Raro Poster dell’evento

I Queen e l’Italia

Ma perché i Queen avrebbero voluto suonare We Are The Champions? Perché nel 1984 era la canzone, insieme a We Will Rock You, che contraddistingueva i Queen un po’ in tutto il mondo. Inoltre, nel 1977, Roger Taylor venne a Roma pre presentare l’album News Of the World. Venne realizzata un’intervista per le strade della Capitale che poi venne usata per uno special televisivo, che andò in onda su alcune emittenti private del Lazio. La trascrizione di quelle interviste venne poi utilizzata come cartellina stampa per promuovere il disco. I Queen, già negli anni settanta stavano seminando qualcosa nel Bel Paese.

Non tutti ricorderanno che nell’inverno del 1977 in Italia venne usata come sigla di un ciclo di film dedicato al regista Billy Wilder trasmesso in prima serata su RAI2, la celebre hit Somebody To Love, ma forse non molti sanno che in quell’anno i Queen parlarono anche italiano!

Esiste una cover di questa canzone intitolata “Un uomo per me” scritta e cantata da Mia Martini, forse meno brillante dell’originale nel testo ma sicuramente da sentire per la voce meravigliosa di Mimì. Fu pubblicata ufficialmente nell’album di Mia Martini Per Amarti.

E come dimenticare che anche Mina chiudeva i suoi concerti del ’78 cantando We Are The Champions? Questa testimonianza si trova nel doppio disco dal vivo Mina Live Alla Bussola 1978. Da avere, non solo per la presenza di questo pezzo, ma proprio perché è un grandissimo lavoro di Mina.

Comunque la prima volta dei Queen in Italia poteva essere a fine degli anni 70, ma per una serie di motivazioni non se ne fece nulla. Per il Tour del 1979 suonarono vicino al nostro Paese, alcune volte in ex Jugoslavia e molte altre volte in Svizzera ed era possibile, tramite dei bus speciali, partire dall’Italia ed andargli a vedere.

Comunque gli anni passano ed i Queen sfornano diversi successi come Bycicle Race, Fat Bottomed Girls, Crazy little Thing Called Love, Another One Bites The Dust… ma a noi italiani… non dicono molto in quel periodo e non sfondano nelle vendite. Ma nel 1980 un produttore italiano, Dino De Laurentis volle fortemente la band inglese per la sua pellicola di fantascienza: Flash Gordon!

La colonna sonora del film si trasformò in un vero e proprio album dei Queen. Interamente composto da tracce strumentali, eccetto The Hero e Flash’s Theme, fu un tentativo più avanzato, rispetto al precedente The Game, di sfruttare a pieno le nuove tecnologie e fare capolino nel campo della musica elettronica. I Queen scrissero veri e propri brani strumentali e la maggior parte delle composizioni erano senza parole, con influenze orchestrali e per la maggior parte includevano sintetizzatori. May ha detto che all’inizio degli anni settanta, i membri del gruppo erano davvero nervosi circa l’impiego del sintetizzatore, ed infatti fino all’inizio del nuovo decennio, sugli album dei Queen è possibile leggere NO SYNTHESIZER! Ma durante le registrazioni di Flash Gordon, iniziarono a sperimentare e si trovarono a loro agio con il suono sintetico. Erano in grado di sfruttarne a pieno le caratteristiche grazie alle novità introdotte dal produttore Reinhold Mack, oltre che dall’influenza del batterista Roger Taylor, che aveva già sperimentato i sintetizzatori ed i campionatori nei suoi progetti solisti.

Grazie al film, molti appassionati di musica si iniziarono ad avvicinare ai Queen e grazie anche alla collaborazione con un altro mostro sacro della musica pop inglese, il duca bianco, David Bowie, il catalogo della regina venne ristampato. Il pezzo trainante di questa scoperta fu Under Pressure!

Queen Live In Italia

Ma torniamo al 1984. Con un nuovo album ormai alle porte, la band iniziò a pensare a un tour promozionale. C’erano già alcune idee fantasiose riguardo ai luoghi in cui esibirsi. Ad esempio, i Queen avrebbero voluto tenere un concerto in Vaticano. Chiesero l’autorizzazione e inizialmente, non fu respinta del tutto, ma si presentarono problemi di natura logistica. Nella Città del Vaticano non era consentito l’accesso ai veicoli a motore, questo significava che gli autisti dei camion avrebbero potuto arrivare fino alle mura di confine e poi trasportare l’attrezzatura manualmente, inoltre anche la fornitura di energia elettrica sembrò tutt’altro che semplice. Fu presto evidente che non era poi una grande idea, così tutti tirarono un sospiro di sollievo quando il Papa negò l’autorizzazione.

Ma torniamo a Sanremo. Ascoltiamo direttamente dai Queen le loro impressioni e soprattutto le domande che vennero fatte a Mercury & Soci… Pensate a questi giornalisti che avevano davanti delle leggende e… non voglio spoilerare nulla…

A fine agosto 1984 i Queen partirono in un tour mondiale che sarebbe finito a maggio del 1985, giusto un paio di mesi prima della celebre esibizione al Live Aid. Ovviamente per questo tour non poteva mancare l’italia.

I due concerti al palazzetto dello sport di Milano non furono sold out, anzi, dai racconti del tempo, ad un certo punto del concerto aprirono i cancelli per fare entrare chiunque passasse di li. Ci sono tante storie su questi concerti che potete leggere qui!

Dopo le avventure sanremesi e i concerti di Milano dell’84 i Queen purtroppo non tornarono più nella formazione classica al completo nel nostro paese, ma piano piano l’amore per la band è cresciuto, complice anche la prematura scomparsa di Freddie Mercury.

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PREMESSA Cercare di comprendere la reale personalità di Freddie Mercury, attraverso le sue lyrics è molto più complesso di quanto non si creda. Non basta leggere i testi ed interpretarli.