A Kind Of Magic

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Quando si parla dei Queen degli anni Ottanta, il pensiero corre immediatamente al Live Aid, allo stadio di Wembley e agli ultimi grandi trionfi di Freddie Mercury. In mezzo a questi eventi epocali si colloca A Kind of Magic, il dodicesimo album in studio dei Queen, pubblicato nel Regno Unito il 2 giugno 1986 e il giorno successivo negli Stati Uniti. L’album uscì per EMI in Gran Bretagna e per Capitol negli USA. Oggi è considerato uno dei lavori più rappresentativi dell’ultima fase creativa della band con Freddie Mercury. Non è soltanto una raccolta di canzoni: è il punto d’incontro tra cinema, rock da stadio, sperimentazione elettronica e melodie immortali. Ma andiamo per ordine…

Alla fine del The Works Tour, i rapporti tra i membri dei Queen non erano molto buoni; Freddie Mercury era impegnato a promuovere l’uscita del suo primo album da solista Mr. Bad Guy, caratterizzato da sonorità disco, che però si rivelò un flop commerciale. I rapporti tra i quattro membri della band erano tesi e serviva una pausa. Tant’è che rifiutarono la proposta di esibirsi al Live Aid! Proprio così: all’inizio i Queen rifiutarono perché avevano appena finito un lungo tour, erano stanchi, volevano fermarsi. In più la richiesta avvenne sotto data e Freddie non ne voleva proprio sapere di rimontare su un palco, anche se per pochi minuti. Per essere sicuri di avere la porta in faccia chiesero di chiudere lo show o non ne avrebbero fatto nulla. Il promoter Harvey Goldsmith, che stava aiutando Bob Geldolf con la realizzazione del Live Aid, intervenne deciso e impose alla band di esibirsi tra le 17.30 e le 18. L’evento sarebbe cominciato dalla mattina ed in quello slot occorreva qualcosa di energetico per tirare su quella fascia oraria e aiutare il pubblico ad arrivare fino a sera. Forse fu proprio ciò che convinse Freddie, alla fine, ad esibirsi davanti a un miliardo di persone, era qualcosa che non era mai stato fatto. Sicuramente Freddie avrà pensato: “Ok, adesso ve lo do io qualcosa di energetico…”». I Queen accettarono ed il resto è leggenda!

Nel luglio 1985 i Queen salirono sul palco del celebre Live Aid e regalarono quella che molti considerano la più grande esibizione dal vivo della storia del rock. I Queen avevano provato per una settimana, e quando toccò a loro, Freddie annusò l’odore del sangue. Mirò alla gola e fece una performance impareggiabile. E il resto della band gli tenne testa. I Queen eseguirono poche canzoni, ma fu il set di tutta una vita, e li cambiò profondamente come band. I quattro musicisti avevano persino pensato di prendersi una pausa nel 1986. Tuttavia il successo ottenuto al Live Aid restituì entusiasmo e coesione al gruppo. Poco dopo arrivò una proposta destinata a cambiare tutto: scrivere musica per il film Highlander.

Il regista Russell Mulcahy rimase colpito dall’energia dei Queen e volle coinvolgerli nella colonna sonora del suo fantasy epico. La band aveva già realizzato la colonna sonora del film Flash Gordon (1980), ma A Kind of Magic occupa una posizione unica nella discografia dei Queen perché non è una vera colonna sonora come la precedente, ma nemmeno un normale album in studio. La band iniziò infatti a lavorare per la colonna sonora del film e poi riarrangiò alcuni brani col fine di inserirli nell’album. Il gruppo, dopo oltre un anno dalla pubblicazione di The Works, era rientrato in studio di registrazione solamente nell’agosto del 1985 per comporre le prime demo dell’album A Kind of Magic che, molte delle quali sarebbero state scartate da quest’ultimo, rimanendo inedite fino al 2011, cosa resa evidente dall’EP bonus presente nella riedizione dell’album, ristampata dalla Island e Universal.

Secondo quanto riferito da alcune voci non confermate, anche a causa dei difficili rapporti che si erano instaurati tra i quattro musicisti negli ultimi mesi, A Kind of Magic doveva essere l’ultimo album dei Queen, fatto reso ancora più credibile nel momento in cui Mercury, nell’intro del brano Who Wants to Live Forever nel concerto di Wembley, disse che qualcuno stava dicendo che i Queen sarebbero sul punto di separarsi.., per poi smentire il tutto in modo ironico.

Stilisticamente i Queen continuano ciò che avevano intrapreso con The Works, attingendo nuovamente al pop con la title track che è una dichiarazione di intenti, in quanto il titolo deriva da una battuta pronunciata nel film dal protagonista Connor MacLeod: “It’s a kind of magic“. Poi si passa all’hard rock di One Vision e parzialmente all’heavy metal di Princes of the Universe e Gimme the Prize. Si va poi verso quel rock da stadio con Friends Will Be Friends e alle ballate melodiche come One Year of Love, fino ad utilizzare un’orchestra sinfonica in Who Wants to Live Forever e senza perdere di vista sonorità dance o vicine alla black music con i brani Don’t Lose Your Head e Pain Is So Close to Pleasure. Tutti i brani contenuti nell’album, eccetto One Vision, Pain Is So Close to Pleasure e Friends Will Be Friends, sono parte della colonna sonora del film Highlander – L’ultimo immortale; i brani strumentali che compongono la colonna sonora del film sono stati scritti dal compositore Michael Kamen. Il brano One Vision è stato incluso nella colonna sonora del film L’aquila d’acciaio. Nel film Highlander, oltre ai brani dell’album A Kind of Magic, compare anche Hammer to Fall, incluso nel precedente album The Works. Inoltre, nel film si può ascoltare, per pochi secondi, una cover del brano Theme from New York, New York, cantata in versione solista da Mercury. Questo breve brano non è stato inserito nell’album A Kind of Magic e non compare in nessun album dei Queen. Voci di corridoio dicono che la band registrò solo quel pezzetto…

L’album venne registrato tra settembre 1985 e aprile 1986 negli studi Musicland di Monaco, Mountain Studios di Montreux e Townhouse di Londra, con il contributo dei produttori Mack e David Richards. Fu anche il primo album dei Queen realizzato completamente nell’era della registrazione digitale. La tecnologia degli anni Ottanta è presente ovunque: sintetizzatori, drum machine, effetti elettronici e produzioni molto curate.

I brani One Year of Love, Pain Is So Close to Pleasure e Friends Will Be Friends sono stati scritti dal bassista John Deacon, il quale avrebbe ringraziato il cantante Freddie Mercury per l’aiuto nella composizione delle ultime due canzoni (Pain Is So Close to Pleasure, Friends Will Be Friends). L’assolo di sassofono del brano One Year of Love fu fortemente voluto da Deacon; inizialmente doveva essere un assolo di chitarra eseguito da Brian May ma alla fine venne sostituito con quello di sax, dopo una discussione avuta con lo stesso Brian. Inoltre, il bassista avrebbe partecipato alla scrittura dell’omonimo singolo A Kind of Magic, che però venne accreditato al batterista Roger Taylor. Rispetto agli album degli anni Settanta, il suono è più moderno e sintetico, ma senza perdere la grandiosità tipica della band.

La celebre copertina, realizzata dall’illustratore Roger Chiasson, mostra i quattro Queen trasformati in figure stilizzate dai colori vivaci. L’immagine riflette perfettamente l’estetica degli anni Ottanta e il carattere quasi fumettistico e fantastico dell’album. Il disco debuttò direttamente al numero uno nel Regno Unito, vendendo circa 100.000 copie nella prima settimana e restando in classifica per oltre un anno. Nel tempo ha superato diversi milioni di copie vendute nel mondo.

Non ebbe molto successo negli Stati Uniti ed alcuni singoli estratti sono diventati delle vere e proprie hit della band inglese, come la stessa A Kind of Magic, One Vision o Who Wants to Live Forever. Forse A Kind of Magic non possiede l’impatto rivoluzionario di A Night at the Opera o la perfezione di News of the World, ma rappresenta qualcosa di altrettanto importante. È l’album dei Queen all’apice della loro popolarità mondiale. È il disco che accompagnò il leggendario Magiic Tour del 1986, culminato nei concerti di Wembley e nella storica serata di Knebworth, l’ultima esibizione dal vivo di Freddie Mercury con i Queen.

Sebbene i Queen pubblicheranno altri tre album con Freddie Mercury (The Miracle, Innuendo e Made in Heaven, quest’ultimo postumo), A Kind of Magic si rivelerà essere l’ultimo album promosso con un tour, a causa dell’AIDS contratto da Mercury, che gli fu diagnosticata l’anno successivo. Inoltre A Kind of Magic è stato l’ultimo album in cui i brani venivano accreditati ai singoli musicisti che li avevano effettivamente composti; a partire dalla pubblicazione del successivo album The Miracle le canzoni vennero accreditate a tutti i componenti del gruppo con il nome Queen.

Nel 2011 l’album è stato rimasterizzato in digitale dalla Island/Universal ed è stato distribuito in due formati: standard edition, contenente l’album originale e deluxe edition 2 CD, contenente l’album originale ed un EP bonus.


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